lunedì 26 settembre 2016

Profilo sintetico

Profilo sintetico.

Contatti : daniber58@gmail.com

Consulenza nel settore delle tecnologie dell'informatica
- consulenza su hardware, software e altre tecnologie dell’informazione: analisi dei bisogni e dei problemi degli utenti, consulenza sulla migliore soluzione
- pianificazione e progettazione di sistemi informatici che integrano l’hardware dei computer, il software e le tecnologie della comunicazione

Indirizzo Sede LEGNANO (MI) VIA DON GIOVANNI MINZONI 7 CAP 20025
Indirizzo PEC daniele.bernardi58@pec.it
Partita IVA 10101660966
Numero REA MI - 2504993

  • Analisi e verifica rete aziendale e sicurezza, predisposizione backup per protezione da virus e attacchi informatici
  • Ottimizzazione dei processi e delle informazioni , per massimizzare l’efficienza dell’organizzazione.
  • Studio e definizione dei ruoli per la copertura delle figure organizzative richieste dalla gestione informatica delle informazioni.
  • Impostazione del lavoro per le nuove tecnologie ( registrazione digitale tramite CNS, firma digitale, bandi pubblici telematici )
  • Profilazione per social networks ( Fb, Google Analytics, Sito Web , Gestione delle e-mail aziendali )
  • Assistenza per migrazione sistemi gestionali ad altro package ( studio e recupero dei dati principali, copertura funzionalità )
  • Supporto all’utilizzo di funzionalità e-Government
  • Implementazione della gestione dati condivisi, in rete locale o Cloud
  • Formazione su informatica di base, ed avanzata ( MS-Office, Excel in particolare)
  • Formazione sull'utilizzo corretto e sicuro di reti e social.

Corsi di specializzazione informatica :
2008 – SAP/R3 Moduli APO e BW (Interno Ciba - Basilea)
2007 – SAP/R3 overview generale moduli ERP (Con.Nexò - MI)
2007 – SAP/Netweaver modulo XI 3.0 (Con.Nexò - MI)
2006 - Project management metodologia Prince II (QRP MMI - MI)
2004 - MS Windows 2000 Networking and operating sistem essentials ( MOC )
2004 - MS VisualStudio 2003 VB .Net development
2004 - ITIL – IT infrastructure Library - best practice IT service management ( Ciba )
2000 - MS SQL 7.0 Database implementation ( MONDADORI Informatica)
1996 - ISO 9000 certification and inspecting training (Ciba Geigy)
1993 – Crosby methodology for quality  (Ciba Geigy)
1988 - Architecture design using case technology IEW (Ciba Geigy)
1978 - Information technology ( 1 year, in the “Università Cattolica” di  Milano)

Conoscenze professionali relative a piattaforme e sistemi informatici:
Mainframe (IBM ES3090)
IBM AS400
PC e server : Windows ( XP-7-8-10 ) - MS-Office - Linux distribuzioni Debian,Ubuntu, Kali

Piattaforme Client Server ( Windows –IIS-  MS-SQL  mySql  MS .Net – Linux )

- Photo curriculum e viaggi effettuati : 
Dal 1986 fotografo , inizialmente con una Pentax MX analogica, manuale, prevalentemente foto di natura e viaggi, più documentazione delle manifestazioni organizzate da AMI.
Ora utilizzo un corredo digitale Pentax così composto :

Camera : Pentax K5 
Ottiche : DA 18-55 AL-II # DA 55-300 # Tamron SP 70-210 F/3.5 19AH #
Pentax SMC M 50 F/1.7 # Pentax  SMC M 135 F/3.5
Flash : Yongnuo-FX560
Extra : Ricoh WG30-W – ( compatta di “riserva” ed emergenza, subacquea rugged)
Paesi visitati

  • 1986 – Egitto
  • 1987 – Spagna e Portogallo
  • 1989 – Thailandia
  • 1990 – India e Nepal
  • 1991 – Cina, Tibet e nepal
  • 1992 – Tanzania
  • 1993 – India ( Kerala e Tamil Nadu x missione AMI )
  • 1994 – Ethiopia
  • 1998 – Brasile
  • 2001 – Tunisia
  • 2005 – Brasile ( Salvador de Bahia e Tocantis x Missione AMI )
  • 2006 – Costa d’Avorio ( x missione AMI )


Ho realizzato alcuni reportage di documentazione progetti per conto di AMI-Amici Missioni Indiane ( ente riconosciuto x adozioni internazionali) in ambito sponsorizzazione minori e documentazione progetti di aiuto vari.

lunedì 8 agosto 2016

Progetto Pecora Nera

Il Buon Selvaggio non sono io o l'ultimo indio dell'Amazzonia. Il Buon Selvaggio è dentro ognuno di noi e se vogliamo darci una mossa per cambiare le cose dobbiamo ascoltarlo. 

Progetto pecora nera

venerdì 6 dicembre 2013

Photo Life series: Should you work for free?

Photo Life series: Should you work for free?

No.. direi di no....è la solita storia della (mancata) ridistribuzione del reddito.... causa di ogni guaio del mondo.
Beata avidità......

lunedì 4 novembre 2013

venerdì 1 novembre 2013

Da un commento su Byoblu del 31/10/2013

Uno dei commenti mi ha particolarmente colpito. E come non approvare questo punto di vista citato da Paolo Carboni  ?
L’economista Serge Latouche spiega come si è giunti all’apice della crisi, svela il falso mito della produttività e indica il suo percorso per una nuova economia a servizio delle persone e dei popoli.
“E’ un paradosso affermare che siamo in crisi. Nel 1972 c’era una crisi ecologica, prima ancora nel maggio 1968 c’era stata una crisi culturale e i giovani sono ancora oggi in questo tipo di crisi. Venne il tempo della Thatcher e di Ronald Regan, una controrivoluzione neoliberista che ci ha portato a questa situazione. Siamo in una crisi sociale e, con il fallimento della Lehman Brothers, dal 15 settembre 2008 ci troviamo in una crisi economica. Tutte queste crisi si mescolano e generano una crisi di civiltà, la crisi della civiltà occidentale. Siamo solo all’inizio, la situazione peggiorerà nei prossimi mesi e anni.
Aveva ragione il vecchio Marx, non Karl, ma Groucho Marx, che diceva: “un bambino di 5 anni lo capirebbe già!”. Sicuramente i nostri governi avrebbero bisogno di un bambino di 5 anni, perché capirebbe immediatamente che una crescita infinita è incompatibile con un pianeta finito. Un bambino lo capisce, ma noi no. In Francia, nel 2007, il nostro Presidente si è fatto eleggere con questo mantra: “lavorare di più per guadagnare di più”. Questo slogan è di una stupidità totale! È totalmente contrario alla logica elementare e economica. Per tutti gli economisti la legge sacrosanta è la legge del mercato, dell’offerta e domanda, e allora se si lavora di più si fa aumentare l’offerta del lavoro e, siccome la domanda non è abbastanza forte, questo fa crollare il prezzo del lavoro, che si chiama stipendio. Non si dice di guadagnare di più, ma si dice che si deve lavorare di più! E l’Unione Europea chiede alla Francia di spostare l’età della pensione e il risultato è che lo stipendio è sempre più basso. Al contrario si potrebbe dire “lavorare di meno per guadagnare di più”, ed effettivamente molti periodi nella storia sono stati così. Nel XIV secolo, dopo la peste nera, il numero di operai è crollato e gli stipendi sono aumentati notevolmente. Oggi ci sono milioni e milioni di disoccupati. Viviamo in un mondo (che qualcuno chiamava “l’Assurdistan”) dove milioni di lavoratori lavorano sempre di più, troppo, impazziscono, si stressano, si suicidano, e altri milioni di persone invece non lavorano affatto. Lavorare meno è una delle misure per risolvere la disoccupazione, ma non è l’unica. Altre sono la rilocalizzazione e la riconversione ecologica, ma allora immediatamente l’economista dirà “ma come produrre”? Oggi la parola sacra nella Unione Europea, è “produttività” perché la nostra produttività è troppo bassa di fronte alla concorrenza cinese. “Dobbiamo congelare la concorrenza cinese” direbbe il bambino di 5 anni, purtroppo non abbiamo al governo un bambino di 5 anni. Userò una parola che fa scandalo sempre in Italia, ma che dobbiamo usare perché siamo in crisi, la parola è: “protezionismo”. Dobbiamo essere protezionisti in modo intelligente: un protezionismo sociale per permettere a tutti di lavorare, un protezionismo ecologico, per salvare il pianeta, un protezionismo anche fiscale. Mettere la concorrenza, il libero scambio, è una forma di protezionismo, ma è il protezionismo più feroce dei predatori. Dobbiamo proteggere i deboli, il popolo! Non i predatori, non gli speculatori, non i finanzieri, non le banche, ma il popolo! E poveri imprenditori! Soprattutto in Italia, dove ogni settimana alcuni si uccidono perché sono strangolati e se fanno un lavoro eticamente corretto sono ancora più strangolati!
La crisi può essere il momento di opportunità per portare avanti un progetto alternativo. La sinistra, come è istituzionalizzata non ha più nessuna speranza. Sono sempre stato un uomo di sinistra, ma penso che soltanto un movimento dal basso può reinventare la politica, che non ci si può salvare con questi partiti corrotti e che non si sa se la politica di domani dovrà passare attraverso dei partiti.
La cosa importante è avere un orizzonte di senso e l’orizzonte di senso deve essere uscire dall’economia e introdurre lo spirito del dono.” Serge Latouche